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giovedì 9 aprile 2026

Artemis II, dopo il passaggio ravvicinato con la Luna il viaggio di ritorno a casa. Alcune foto stupende!


NEWS SPAZIO :- Dopo lo storico flyby intorno alla Luna di lunedì scorso completato con successo la missione Artemis è impegnata nel viaggio di ritorno sulla Terra.

Durante il flyby l’equipaggio ha realizzato una serie di rilevamenti lunari seguendo il piano scientifico NASA il Lunar Targeting Plan


Artemis II ha anche inviato a Terra immagini stupende, ne vediamo alcune, insieme ad un po' di aggiornamenti, in preparazione all'ammaraggio previsto per domani notte.


Qui sotto avete uno screenshot del software a supporto delle osservazioni svolte dall'equipaggio


Tra i target osservati vi sono Orientale Basin (è quello nell'immagine  qui in alto), Hertzsprung Basin, Reiner Gamma, il cratere Glushko, le aree sul confine tra faccia visibile e faccia nascosta, oltre a diversi crateri senza nome che l’equipaggio ha segnalato come particolarmente interessanti.
L'equipaggio ha descritto inoltre varie sfumature di differente colore nel suolo lunare, soprattutto toni di marrone e blu, preziosi per dedurre la composizione minerale e l'età relativa delle strutture osservate.
I dati e le osservazioni raccolte serviranno a raffinare le future campagne scientifiche ed a supportare la pianificazione delle prossime missioni Artemis con equipaggio. Non si tratta solo di fotografare la Luna, sono state condotte un pacchetto di osservazioni geologiche ed ambientali in una traiettoria privilegiata, da oltre mezzo secolo non più raggiunta da esseri umani.

Qui voglio condividere alcune delle foto tra le più belle - sono tutte stupende1 - che la missione ha inviato a Terra







Nel frattempo, l'equipaggio a bordo della capsula Orion, continua con le attività programmate, tra cui un test manuale di manovrabilità di Orion. Ieri è stata effettuata una prima manovra di correzione della traiettoria di rientro, 15 secondi di accensione del propulsore.
E sono anche iniziate le attività di preparazione allo splashdown, preparare la capsula, e studiare le procedure di rientro.

Ad oggi l'ammaraggio 02:07 CEST di sabato prossimo 11 aprile, al lrgo delle coste di San Diego. La NASA darà aggiornamenti per confermare l'ora definitiva.

Vi metto qui sotto il video NASA della diretta del flyby di lunedì


Qui avete la diretta non stop della missione 


Stay tuned!

Fonte dati ed immagini, NASA.

2 commenti:

  1. ciao Sergio!
    Ti rinnovo innanzitutto la bella sensazione di riaverti qui dopo tanto tempo, è bello tornare su Newsspazio!

    In merito al rientro di Artemis II, non so se ci avevi già pensato, ricordo che Artemis I aveva avuto problemi durante il rientro, con alcuni pezzi dello scudo che si erano staccati. Ricordo bene?
    Inoltre mi sembra di aver letto, ma purtroppo non ricordo più dove, che una delle soluzioni per ovviare a questo problema è stata impostare una velocità di rientro maggiore, per mettere lo stesso materiale sotto stress per minore tempo.

    Ho ritrovato l'articolo della NASA che parlava di questo problema, lo incollo qui: https://www.nasa.gov/missions/artemis/nasa-identifies-cause-of-artemis-i-orion-heat-shield-char-loss/

    A presto!

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    Risposte
    1. Ciao Davide, grazie!
      Sì, come hai indicato correttamente, Artemis I aveva avuto al rientro una problematica allo scudo termico. E sono stati fatti studi importanti per determinarne le cause, anche se dai dati di bordo, se vi fosse stato un equipaggio, questo sarebbe stato ugualmente al sicuro, con temperature in cabina ben stabili intorno ai 24-25° C.
      I voli di test servono proprio a questo, a testare sul campo le nuove tecnologie ed i nuovi sistemi utilizzati per questa nuova campagna di esplorazione.

      In particolare è stata ben compresa la causa della perdita di materiale carbonizzato dello scudo termico durante il rientro di Artemis I. Brevemente, i gas generatisi all'interno del materiale ablativo esterno dello scudo termico non riuscivano a dissiparsi facendo aumentare la pressione, la quale ha generato la formazione di crepe e successivo distacco di materiale carbonizzato.
      I test a terra prima del volo però erano stati effettuati a temperature maggiori rispetto a quelle che hanno interessato Artemis I, ed in questi test si è avuta correttamente la permeabilità del materiale ablativo esterno dello scudo termico (Avcoat) con corretta dissipazione dei gas generatisi all'interno.

      Per il rientro di Artemis II la NASA ha lasciato lo stesso scudo termico testato con Artemis I, ma rispetto a questo primo test ha modificato il profilo di rientro rendendolo più verticale, con conseguente diminuzione del tempo di rientro, un singolo attraversamento atmosferico più breve ma più intenso.

      Ciao, a presto!

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