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martedì 31 agosto 2010

Tre decenni di asteroidi in tre minuti

NEWS SPAZIO :- Guardate questo filmato molto significativo ripreso dal blog di The Planetary Society. E' una simulazione che parte nel 1980 ed arriva fino al 2010 in cui vengono visualizzate le scoperte di asteroidi che "circondano" il nostro Pianeta (nella fascia asteroidale al di là di Marte, ovviamente).



Si parte dai relativamente "pochi" asteroidi scoperti fino a trent'anni fa fino ad arrivare ai giorni d'oggi, quando la scienza si è effettivamente resa conto che tali oggetti potrebbero essere etremamente pericolosi per la tutta la razza umana.

Fate attenzione ad ogni nuovo puntino che si aggiunge... un "video" vale più di mille parole, no?

Il video della preparazione di Robonaut 2 al volo spaziale

NEWS SPAZIO :- Vi propongo il seguente video che mostra la preparazione e l'imballaggio di Robonaut 2 (R2), il robot umanoide che a Novembre verrà inviato nella Stazione Spaziale Internazionale a bordo dello Space Shuttle Discovery STS-133.



Qui sotto trovate l'articolo dettagliato della missione spaziale con tutti i link ad ulteriori approfondimenti


Come si vede dal video è stato realizzato un contenitore particolate per contenere R2. Un'altra cosa che si vede verso la fine del filmato è il modulo pressurizzato Leonardo ormai PMM (Permanent Multipurpose Module) anch'esso in attesa di volare definitivamente verso la Stazione ed in corso di caricamento con i rifornimenti ed R2 stesso.

lunedì 30 agosto 2010

Lo stranissimo cratere marziano Orcus Patera, by Mars Express!


NEWS SPAZIO :- Orcus Patera è un nuovo enigma per Marte. Si tratta di una vasta depressione dalla forma ellittica vicino all'equatore, tra i vulcani Elysium Mons ed il Monte Olimpo.
Orcus Patera, le cui origini sono ancora un mistero, si estende per un'ampiezza pari a circa 380 x 140 Km in direzione NNE-SSO. I suoi bordi arrivano fino a 1800 metri al di sopra della pianura circostante ed ha depressioni profonde fino a 600 metri.

Il termine 'Patera' è generalmente usato per indicare profondi crateri vulcanici dalle forme complesse ed irregolari. Tuttavia al di là del suo nome e della sua posizione vicino - appunto - a regioni vulcaniche le origini di Orcus Patera sono ancora ignote. Potrebbe trattarsi di un antico cratere da impatto deformatosi in seguito da forze di compressione, oppure potrebbe essere il risultato di un processo di erosione di vari crateri da impatto allineati tra loro.


L'ipotesi al momento più probabile è però che il cratere si sia formato a seguito di un impatto obliquo, con un piccolo corpo celeste cioè che colpisce la superficie con un'inclinazione molto bassa, in questo caso anche meno di 5° rispetto all'orizzontale.

La seguente immagine è stata creata usando il Digital Terrain Model (DTM) ottenuto dalla High Resolution Stereo Camera a bordo della sonda europea Mars Express.


Immagini, credit ESA/DLR/FU Berlin (G. Neukum).

Fonte dati, ESA.

domenica 29 agosto 2010

Una ciambella galattica, by Hubble!

(Immagine, credit: NASA, R. Lucas - STScI/AURA)

NEWS SPAZIO :- Guardate bene questa foto. No, non è una stella intorno a cui ruota una nebulosa planetaria. La "ciambella" è un ammasso di stelle. Ed anche la sfera luminosa gialla centrale, anch'essa è un ammasso di stelle! Da togliere il fiato, no?

Il telescopio spaziale Hubble ha registrato questa osservazione nel Luglio 2001. Questo oggetto celeste si chiama Hoag's Object (oggetto di Hoag) dal nome dell'astronomo Arthur Allen Hoag che ne fece la scoperta nel 1950. Si tratta di un caso molto particolare di ciò che gli astronomi chiamano 'Ring Galaxy', galassia ad anello.

Ci troviamo a circa 600 milioni di anni luce dalla Terra, nella costellazione del Serpente. L'anello esterno è dominato da stelle luminose (in blu) mentre nel centro sono raccolte stelle più antiche (in giallo). La spazio che separa le due formazioni stellari appare nero anche se contiene alcuni cluster di stelle troppo deboli per essere viste.

La domanda posta da Hoag è: siamo in presenza di una galassia oppure le galassie sono due?

Evento ancora più raro è la presenza di un'altra galassia ad anello che si vede ad ore 1 rispetto all'anello esterno, galassia probabilmente ancora più lontana.

Fonte dati, NASA.

sabato 28 agosto 2010

Le tracce della contrazione della LUNA nelle immagini della sonda LRO


NEWS SPAZIO :- L'analisi dei dati della sonda NASA Lunar Reconnaissance Orbiter (LRO) mostrano che in un passato geologicamente recente la Luna ha avuto una contrazione a livello globale. Potrebbe quindi essere che tale processo sia attivo anche oggi. Avevo già dato questa notizia appena tornato dalle vacanze estive. La approfondiamo un pochino in questo post.

Durante la sua formazione, gli intensi bombardamenti di asteroidi e meteore ed il decadimento dei suoi elementi radioattivi hanno reso l'interno della Luna estremamente caldo. Col tempo il nostro satellite naturale si è andato via via raffreddando e gli scienziati ritengono che tale raffreddamento sia alla base del processo di contrazione. La nuova ricerca pubblicata su Science del 20 Agosto 2010 mostra appunto la presenza di attività geologica nella storia relativamente recente associata a tale processo di raffreddamento.

Le parole del Dr. Thomas Watters del Center for Earth and Planetary Studies allo Smithsonian's National Air and Space Museum di Washington ed autore principale della ricerca pubblicata: "Noi stimiamo che tali solchi chiamati 'lobate scarps' si siano formati meno di un miliardo di anni fa, e potrebbero anche essere di poche centinaia di milioni di anni [si tratta di meno del 25% dell'intera vita della Luna]. Sulla base della dimensione dei solchi, noi stimiamo che la distanza tra il centro della Luna e la sua superficie si sia contratta di circa 300 piedi [100 metri]".

E' grande l'importanza delle osservazioni compiute da LRO, punto di partenza per raggiungere una maggiore comprensione dei fenomeni geologici che interessano la Luna a livello globale.


Le fratture che si vedono in queste immagini sono relativamente piccole, la più grande è alta circa 300 piedi (100 metri) e si estende per vari chilometri mentre la maggior parte sono alte pochi metri ed hanno estensione minore.
I ricercatori ritengono che la formazione di questi solchi siano eventi "recenti". Una conferma di ciò è che alcuni di questi tagliano in due piccoli crateri, i quali sono certamente i "più giovani". Poiché la Luna è bombardata costantemente da meteore i piccoli crateri tendono a non avere lunga vita, vengono distrutti in tempi "brevi" da altri impatti. Di contro, i grandi crateri (ritenuti più antichi) non risultano presenti in cima ai 'lobate scarps'.

I primi solchi sulla Luna furono scoperti durante le missioni Apollo, come risultato delle analisi delle immagini riprese dalla Panoramic Camera installata su Apollo 15, 16 e 17. E' grazie alla mssione della sonda LRO che si sono avute immagini (ad altissima risoluzione) rappresentative di tutta la Luna. Da queste sono state individuate 14 nuove fratture, 7 delle quali ad alte latitudini. Si tratta della conferma che la contrazione lunare è un fenomeno che ha interesato tutto il corpo celeste, appunto, a livello globale.
La freccia nell'immagine sottostante indica appunto il sito di allunagio di Apollo 17. A sinistra vedete la frattura della superficie.


I 'lobate scarps' sono stati trovati anche in altri corpi celesti. Nel pianeta Mercurio ad esempio essi sono molto più grandi ed estesi, cosa che porta gli scienziati a ritenere che Mercurio fosse completamente fuso quando si formò. Sotto tale ipotesi ne risulta un maggior raffreddamento e quindi una maggiore contrazione con conseguente formazione di solchi molto grandi.

Immagini, credit NASA/Goddard/Arizona State University/Smithsonian.

Fonte dati, NASA.

venerdì 27 agosto 2010

Un nuovo sistema planetario con due (forse tre) esopianeti scoperto dal telescopio spaziale Kepler


NEWS SPAZIO :- Dopo le entusiasmanti notizie dei giorni scorsi sulla scoperta di un nuovo sistema planetario ad opera di un gruppo di ricercatori europei (vedi qui) è ora la volta del telescopio spaziale americano Kepler a far parlare di sé. Il cacciatore di pianeti extra-solari - di dimensioni simile alla nostra Terra - ha individuato il primo sistema planetario con più di un pianeta in orbita intorno ad una stessa stella (la prima volta per lui ovviamente).

La ricerca, pubblicata questa settimana su Science, ha riguardato sei mesi di osservazione di più di 156.000 stelle. L'astro individuato, a cui è stato dato il nome di Kepler-9, è una stella simile in dimensioni al nostro Sole.
I due pianeti scoperti prendono i nomi di Kepler-9b e Kepler-9c. Le osservazioni mostrano che entrambi hanno massa di poco inferiore al nostro Saturno (sono quindi pianeti giganti rispetto alla nostra Terra). Kepler-9b è il più grande dei due ed è il più vicino alla sua stella, con un periodo orbitale di 19 giorni terrestri. Kepler-9c invece orbita intorno a Kepler-9 in circa 38 giorni.


In aggiunta ai due pianeti giganti confermati, gli scienziati hanno identificato anche un'alta traccia. Parrebbe trattarsi di un terzo pianeta molto più piccolo. La traccia è consistente con il transito (davanti alla stella) di un pianeta di appena 1,5 volte il raggio Terrestre, con un periodo orbitale di soli 1,6 giorni.


Saranno necessarie altre osservazioni per determinare se effettivamente siamo in presenza di un altro pianeta oppure no.

Ecco il video dal canale NasaTelevision di YouTube.



Immagini, fonte NASA.

Fonte dati JPL-NASA.

Una meravigliosa foto del Sistema Terra-Luna dalla distanza di 183 milioni di chilometri

(Immagine credit NASA/Johns Hopkins University Applied Physics Laboratory/Carnegie Institution of Washington)

NEWS SPAZIO :- E' stata ripresa il 6 Maggio 2010 questa bellissima, spettacolare foto. Terra e Luna appaiono come piccole sferette di luce vicine tra loro.

Il fotografo è la sonda NASA MESSENGER (Mercury Surface, Space Environment, Geochemistry and Ranging) attualmente impegnata nella sua missione in orbita intorno a Mercurio.

Da una distanza di 183 milioni di chilometri - tenete presente che la distanza media Terra-Sole è di 150 milioni di Km - MESSENGER si è girato per dare un'occhiata alla sua casa ed ha fotografato ciò che state vedendo. L'immagine è stata ripresa con la fotocamera Wide Angle Camera (WAC) del Mercury Dual Imaging System (MDIS).

Ma anche se la foto è di una bellezza sconvolgente (vero?) l'intento è stato assolutamente scientifico.
Uno dei compiti della sonda americana è infatti anche quello di cercare i "Vulcanoidi", piccoli corpi rocciosi la cui esistenza è stata postulata in orbita tra Mercurio ed il Sole. Anche se fino ad ora non ne è stato trovato nessuno, MESSENGER si trova in una posizione privilegiata, specialmente quando la sua orbita lo porta nel punto più vicino al Sole.

Non è certo la prima volta che vediamo il sistema Terra-Luna da posizioni inconsuete per noi. Un'immagine "speciale" è certamente la Terra che sorge nell'orizzonte lunare così come la videro gli astronauti di Apollo 8 nel 1968, anche se forse la più densa di significato è senza dubbio Pale Blue Dot.

giovedì 26 agosto 2010

Il sistema planetario della stella HD 10180

(Immagine, credit ESO)

NEWS SPAZIO :- Sono rimasto molto incuriosito dalla recentissima scoperta di un nuovo sistema solare a 127 anni luce da noi. Vi propongo quindi qualche approfondimento.

Christophe Lovis dell'Observatoire de l’Université de Genève è l'autore principale di una ricerca in cui viene descritta la scoperta da parte di un gruppo di astronomi europeo di quello che è "... probabilmente il sistema con più pianeti mai scoperto fino ad ora", ricerca presentata il 24 Agosto 2010 all'International Colloquium "Detection and dynamics of transiting exoplanets" all'Observatoire de Haute-Provence (Francia).

Per il loro studio il team di astronomi ha utilizzato lo spettrografo HARPS attaccato al telescopio di 3,6 metri dell'ESO (European Southern Observatory) a La Silla (Cile).
HARPS sta per High Accuracy Radial velocity Planet Searcher ed è uno spettrografo dedicato alla scoperta di pianeti extra-solari. E' uno strumento potentissimo con una eccezionale stabilità nelle misurazioni ed una grandissima precisione.

La stella HD 10180 - una stella simile al nostro Sole per dimensioni - è stata studiata per ben SEI anni. Essa si trova a 127 anni luce da noi nella costellazione meridionale dell'Idra Maschio (o Serpente di mare, in latino Hydrus).
Grazie alle 190 misurazioni individuali registrate da HARPS gli scienziati hanno rilevato deboli oscillazioni della stella causate dalla complessa dinamica di attrazioni gravitazionali dovuta a cinque o più pianeti.
I cinque segnali più forti corrispondono a pianeti aventi massa simile a quella del nostro Nettuno - tra 13 e 25 volte la massa terrestre - e che orbitano intorno alla stella HD 10180 con periodi che variano tra 6 a 600 giorni (terrestri). Questi pianeti si trovano ad una distanza dalla loro stella che varia tra 0,06 e 1,4 volte la distanza tra il nostro Sole e la nostra Terra.

Ancora Lovis: "Abbiamo buone ragioni per credere che siano presenti altri due pianeti". Uno di questi sarebbe dello stesso tipo del nostro Saturno, con una massa minima di 65 masse terrestri ed un periodo orbitale di 2200 giorni. Il secondo pianeta sarebbe invece molto più interessante perché si tratterebbe dell'esopianeta con "meno massa" mai scoperto prima d'ora, avente appena 1,4 masse terrestri. Esso è però molto vicino alla sua stella, a solamente il 2% della della distanza Terra-Sole. Il suo periodo orbitale è di solo 1,18 giorni terrestri. Se confermato si tratterebbe di un pianeta roccioso estremamente caldo, un po' come Corot-7b.

Quest'oggetto causa alla sua stella un'oscillazione di solo 3 Km/h - meno di quando camminiamo a passo svelto - e questo movimento è molto difficile da misurare".

Fino ad ora gli astronomi hanno scoperto quindici sistemi con almeno tre pianeti. L'ultimo a detenere il record era 55 Cancri, composto da cinque pianeti due dei quali giganti.
Il nuovo sistema stellare di HD 10180 è però unico per vari aspetti. Prima di tutto esso è più popolato rispetto al nostro Sistema Solare nella sua regione più interna. I suoi almeno-cinque pianeti infatti si trovano tutti all'interno di una distanza dalla stella equivalente all'orbita di Marte.
Inoltre probabilmente non vi sono giganti gassosi come Giove. Ancora, tutti i pianeti sembrano avere orbite circolari.
Utilizzando i dati della nuova scoperta e le informazioni di altri sistemi planetari gli astronomi hanno poi scoperto una regolarità equivalente alla legge Titius-Bode (quest'ultima valida per il nostro Sistema Solare) cioè che le distanze dei pianeti dalla stella intorno a cui orbitano segue un pattern regolare. Ciò potrebbe essere un segno distintivo del processo di formazione di questi sistemi planetari.

Un altro importante risultato raggiunto dagli astronomi che studiano questi sistemi è che vi è una relazione tra la massa di un sistema planetario e massa + contenuto chimico della sua stella: tutti i sistemi planetari massivi scoperti sono stati trovati intorno a stelle massive e ricche di metalli, mentre i quattro sistemi più piccoli in termini di massa hanno a loro volta stelle con massa minore e povere di metalli (in astronomia per metalli si intendono tutti quegli elementi ad esclusione di idrogeno ed elio, elementi che vengono creati dalle varie generazioni di stelle).

Date un'occhiata a questo video



Fonte dati, ESO.

mercoledì 25 agosto 2010

Back on line, ecco le ultime notizie

NEWS SPAZIO :- Eccomi di nuovo on line dopo la pausa estiva. Vediamo subito cosa è successo in questi giorni.


In una votazione tenutasi il 5 Agosto 2010 è stato approvato da tutto il Senato americano il "piano bipartisan" votato in precedenza dal Committee on Commerce, Science, and Transportation.


Si è svolta sabato 7 Agosto 2010 la prima EVA prevista per la riparazione del guasto al sistema di refrigrazione A della Stazione Spaziale Internazionale avvenuto il 31 Luglio scorso. Gli astronauti Doug Wheelock e Tracy Caldwell Dyson hanno lavorato per 8 ore e 3 minuti. A causa però di un tubo bloccato e di una perdita di ammoniaca che ha investito le tute degli astronauti non è stato possibile completare la sostituzione della pompa guasta. Una terza EVA si renderà necessaria per terminare la riparazione.


Il giorno 8 Agosto 2010 Robonaut 2 (R2) è partito dal Johnson Space Center di Houston ed è arrivato al Kennedy Space Center in vista del suo volo spaziale sulla ISS a bordo di Discovery STS-133. R2 troverà posto all'interno del PMM Leonardo, stoccato in uno speciale contenitore realizzato appositamente.


Nuovo lancio spaziale cinese avvenuto il 10 Agosto 2010. Un altro satellite di remote-sensing, lo Yaogan X è stato lanciato dal Taiyuan Satellite Launch Center a bordo di un lanciatore Long March 4C. Secondo l'agenzia di stampa cinese Xinhua il satellite verrà usato per condurre esperimenti scientifici. Secondo il sito SpaceFlightNow invece, il satellite - il sesto dello stesso tipo lanciato quest'anno - è molto probabilmente un satellite militare.


La società Space Exploration Technologies (SpaceX) ha completato la prima capsula Dragon completamente operativa (fully operational) e nella settimana dal 9 al 15 Agosto effettuerà i controlli pre-lancio in previsione del primo test flight di nome COTS 1 (ne sono previsti tre). Si tratterà contemporaneamente del primo volo di test per Dragon e del secondo per il razzo vettore Falcon 9.


Un piccolo aereo da turismo precipita in Alaska. A bordo l'ex amministratore capo della NASA Charles Bolden e suo figlio Kevin che restano feriti ma si salvano. Tra le vittime, almeno cinque, l'ex senatore dell'Alaska Ted Stevens.


Mercoledì 11 Agosto si è svolta la seconda EVA per la riparazione del sistema A di refrigerazione della Stazione Spaziale Internazionale. Questa volta gli astronauti NASA Douglas Wheelock e Tracy Caldwell Dyson sono riusciti a disinstallare la pompa guasta. Ancora due EVA per completare il lavoro.


L'Agenzia Spaziale Europea ha pubblicato la roadmap per le prossime missioni di esplorazione in programma tra il 2011 ed il 2015: LISA Pathfinder (lancio nel 2012), un dimostratore tecnologico per l'ambizione missione NASA/ESA LISA per il rilevamento di onde gravitazionali mediante registrazione delle deformazioni da loro causate nello spazio-tempo; MICROSCOPE (lancio nel 2012), un progetto di collaborazione tra ESA e CNES che testerà l'equivalenza tra massa gravitazionale e massa inerziale con una precisione mai raggiunta prima; ACES una nuova generazione di orologi atomici che verranno installati nella Stazione Spaziale Internazionale nel 2013; EUCLID (possibile lancio tra il 2017 ed il 2018), per mappare la distribuzione delle galassie nell'Universo.


Per la prima volta è stato scoperto un oggetto astronomico mediante il progetto Einstein@Home, un progetto su base volontaria (262.000 in 192 paesi) di distributed-computing per l'elaborazione dei dati registrati dall'antenna di Arecibo. Si tratta di una pulsar dalle caratteristiche molto rare la cui sigla è PSR J2007+2722.


La Commissione governativa Giapponese Space Activities Commission ha approvato la realizzazione della missione Hayabusa 2, il cui obiettivo sarà l'asteroide 1999JU3, che sembra essere ricco di minerali idrati e di molecole organiche. La nuova sonda partirà nel 2014 e tornerà nel 2020 con dei campioni di materiale prelevati dall'asteroide, un po' come la precedente missione Hayabusa conclusasi recentemente.


Il 14 Agosto è stato lanciato con successo un razzo Atlas V con a bordo il primo satellite militare americano del programma AEHF (Advanced Extremely High Frequency) per l'aumento della sicurezza nelle comunicazioni a massima priorità.


Pubblicata il 15 Agosto dal sito giapponese del The Mainichi Daily News la notizia che l'Agenzia Spaziale Giapponese ha reso noti tre principali scenari evolutivi per la navetta HTV di rifornimento alla Stazione Spaziale Internazionale. Il primo di questi prevede di equipaggiare la navetta con una piccola capsula di poche dozzine di centimetri di diametro. Il secondo prevede invece di dotare l'HTV di una capsula di rientro simile al modulo di rientro della navetta russa Soyuz dal diametro di 2,6 metri. Il terzo studio consiste nel rimodellare lo spazio di HTV in una grande capsula di 4 metri di diametro e di 3,8 metri di lunghezza. La decisione su quale piano adottare per realizzare la nuova HTV-R verrà presa entro l'anno.


Dall'Agenzia di stampa russa Ria Novosti ecco la notizia datata 16 Agosto in base alla quale il Ministero Russo per lo Sviluppo Economico avrebbe proposto il lancio del satellite Arktika a partire dal 2014. La missione del valore di 70 miliardi di rubli (2,5 miliardi di dollari americani) avrà il compito di monitorare i cambiamenti climatici e di osservare le risorse energetiche nella regione Artica.


Lunedì 16 Agosto ha avuto luogo anch'essa con successo la terza EVA per gli astronauti NASA Doug Wheelock e Tracy Caldwell Dyson durata 7 ore e 20 minuti. E' stata installata la nuova pompa per l'ammoniaca in sostituzione di quella che si era guastata il 31 Luglio scorso nel Sistema A di refrigerazione della Stazione Spaziale Internazionale. Una quarta EVA potrà essere necessaria per concludere alcune attività minori ma al momento non è di alcuna urgenza.


Secondo l'agenzia di stampa russa Ria Novosti Martedì 17 Agosto 2010 il Ministro Cinese della Difesa ha dichiarato che la Cina ha completato la costruzione del modulo spaziale Tiangong-1, il cui lancio è previsto per il 2011. Tiangong-1 è il nodo iniziale di quella che nei programmi della Cina diverrà una Stazione Spaziale abitata. Vedi qui per dettagli.


E' del 18 Agosto la notizia che nella Stazione Spaziale Internazionale sono stati riattivati sia il Sistema A di refrigerazione (in seguito al cambio della pompa guastatasi a Luglio) sia i dispositivi che erano stati spenti a dopo il guasto. A seguire riprenderà l'attività scientifica.


Durante il suo 37° volo di test svoltosi il 19 Agosto l'aereo carrier WhiteKnightTwo di Virgin Galactic ha avuto un incidente alla ruota posteriore sinistra durante la fase di atterraggio. Non vi è stato nessun ferito e nessun danno alla navetta suborbitale SpaceShipTwo che non era agganciata alla nave madre. In un comunicato della società Scaled Composites si parla di un "... minor incident...". Pubblicherò un aggiornamento appena disponibile.


Pubblicato su Science del 20 Agosto uno studio che mostra che la Luna si sta contraendo (ma molto lievemente). Si tratta di un processo globale che si ritiene essere innescato dal raffreddamento del suo interno. E' stato calcolato dal team di scienziati che nell'ultimo miliardo di anni il diametro lunare è diminuito di 200 metri. Rimando ad un successivo post dettagli ed immagini riprese dalla sonda NASA Lunar Reconnaissance Orbiter (LRO).


Il 20 Agosto si è svolto con successo il test di lancio con il paracadute di un MockUp della capsula Dragon (Dragon Test Article) della società Space Exploration Technologies (SpaceX).
Dragon è stata lanciata da un'altitudine di circa 5000 metri da un elicottero Erikson S-64F Air-Crane. I tre paracaduti (che sono gli stessi previsti nella versione manned della capsula) si sono aperti regolarmente e Dragon è ammarata nell'Oceano Pacifico.


E' del 22 Agosto la notizia che la capsula spaziale Orion, il cui primo modello "strutturale" (noto come GTA, Ground Test Article) è stato costruito dalla Lockheed Martin, è pronta per iniziare la fase dei test di pressione al centro NASA Michoud Assembly Facility in New Orleans, Louisiana. Si tratta di una fase fondamentale che rivelerà se i margini di pressione entro i quali la capsula è operativa saranno effettivamente quelli previsti in progettazione.


L'Agenzia Spaziale Giapponese JAXA ha deciso di posporre da Settembre a Dicembre la pubblicazione dei risultati delle analisi dettagliate compiute sulle particelle di materiale ritrovare nel contenitore della sonda Hayabusa tornato a Terra dopo un viaggio di oltre 2 miliardi di Km e dopo aver collezionato campioni della superficie dell'asteroide Itokawa. La fase di raccolta delle particelle dal contenitore ha richiesto molto più tempo del necessario a causa della loro dimensione, più piccola di quanto stimato.


Ancora un lancio spaziale per la Cina. E' partito il 24 Agosto 2010 dal Jiuquan Satellite Launch Center un razzo Long March 2-D con a bordo il satellite Tian Hui-1 (TH-1). I suoi compiti sono di mapping stereo, esperimenti scientifici, monitoraggio di risorse ambientali.


Utilizzando lo spettrografo HARPS dell'ESO (European Southern Observatory) agganciato al telescopio di 3,6 metri di diametro a La Silla (Cile) un gruppo di astronomi ha scoperto un sistema planetario contenente almeno cinque pianeti in orbita intorno ad una stella simile per dimensioni al nostro Sole di nome HD 10180. Gli studiosi hanno poi ipotizzato la presenza di altri due pianeti, uno dei quali è un pianeta roccioso di massa pari a circa 1,4 masse Terrestri.
Altra cosa importante è che i ricercatori hanno scoperto che le distanze dei pianeti dalla loro stella seguono un pattern regolare, così come avviene anche nel nostro Sistema Solare.

sabato 7 agosto 2010

Tempo di ferie! Ci ritroviamo a fine Agosto

NEWS SPAZIO :- Tempo di ferie anche quest'anno. Per le prossime due settimane (e qualche giorno) temo di non poter aggiornare il blog, ma al ritorno ci "rimetteremo in pari" vedendo insieme cosa sarà successo nel frattempo.

Nessuna notizia andrà perduta. A presto!

venerdì 6 agosto 2010

La spettacolare collisione-incontro-scontro di due galassie, by Chandra, Hubble e Spitzer!

(immagine, credit NASA/CXC/SAO/JPL-Caltech/STScI)

NEWS SPAZIO :- Due galassie che si scontrano, anzi meglio dire che si fondono. E' quello che vediamo in questa meravigliosa (gli aggettivi si sprecano!) immagine composita, a 62 milioni di anni luce da noi.
Loro sono le Galassie Antenne e si trovano nella costellazione del Corvo. Sono chiamate così per via delle lunghe braccia che si estendono all'esterno.

La collisione tra le due galassie è iniziata più di 100 milioni di anni fa ed è ancora in corso. Essa ha innescato la creazione di milioni di nuove stelle tra le nuvole di polvere e gas. La più massiccia tra queste ha già concluso la sua vita ed è esplosa come supernova.

La foto è la composizione di immagini riprese dai telescopi spaziali Chandra (in blu), Hubble (oro e marrone) e Spitzer (rosso).

L'immagine a raggi-X di Chandra mostra grandissime nubi di gas interstellare caldissimo, nubi che sono state arricchite dagli elementi liberati dall'esplosione della supernova (tra cui elementi come ossigeno, ferro, magnesio e silicio) e che diventeranno parte di nuove generazioni di stelle e pianeti.

I dati infrarossi registrati da Spitzer riguardano invece nubi di polvere riscaldate dalle giovani stelle, le più luminose delle quali si trovano nelle regioni di intersezione tra le due galassie.

I dati di Hubble nella banda del visibile mostrano le stelle più vecchie e le regioni in cui ne nascono di nuove (oro e bianco, i filamenti di polvere sono colorati di marrone). Molti degli oggetti più deboli sono cluster contenenti migliaia di stelle.

Al seguente URL il video NASA


Fonte dati, NASA-JPL.

giovedì 5 agosto 2010

Un nuovo cratere marziano con ghiaccio, by MRO!


NEWS SPAZIO :- Lo scorso anno avevo pubblicato una bellissima immagine di un giovane cratere marziano alle medie latitudini con esposto in superficie ghiaccio d'acqua, questa


Ecco oggi un'altro esempio. Il team dell'esperimento HiRISE a bordo della sonda NASA Mars Reconnaissance Orbiter (MRO) ha da poco pubblicato una nuova foto, quella che vedete in questo post. Essa mostra un altro "giovane" cratere (6 miglia di diametro, circa 9,6 Km) generato da un impatto che ha portato in superficie ghiaccio d'acqua.
Dal confronto di precedenti rilevamenti acquisiti da THEMIS della sonda Mars Odyssey e CTX di MRO l'impatto ha avuto luogo tra l'Aprile 2004 ed il Gennaio 2010.

La fotografia è stata acquisita il 20 Giugno scorso, all'inizio dell'estate marziana (per la latitudine interessata) quando cioè non ci si aspetta di trovare ghiaccio in superficie. Gli studiosi ritengono pertanto che il materiale blu (colori falsati) che si vede nella foto sia ghiaccio presente nel sottosuolo sparso in superficie dall'impatto che ha generato il cratere in oggetto.


Immagini, credit NASA/JPL/University of Arizona.

mercoledì 4 agosto 2010

Un occhio di bue marziano, forse due impatti uno dentro l°altro, by MRO!


NEWS SPAZIO :- Andiamo su Marte, località Arcadia Planitia (Latitudine 47° Nord, Longitudine 165° Ovest). La regione è un'ampia pianura del Nord che si ritiene abbia nel sottosuolo uno spesso strato di ghiaccio d'acqua.

La sonda americana Mars Reconnaissance Orbiter (MRO) ha fotografato lo spettacolare cratere che vedete nella prima immagine, in alto: sembra che vi siano due crateri, uno dentro l'altro. Evento piuttosto insolito, sebbene assolutamente possibile.

In rete girano alcune fantasiose ipotesi che tirano in ballo addirittura qualche civiltà galattica a caccia d'acqua. Vediamo cosa ne pensano gli scienziati del team HiRISE (High Resolution Imaging Science Experiment).

Gli impatti che hanno luogo in superfici al cui interno si alternano strati di materiale duro e di materiale più morbido (ad esempio strati più e meno ricchi di ghiaccio) producono terrazzamenti come quelli che vediamo nella foto.

Il leggero sfasamento rispetto al centro del cratere più interno sul cratere più esterno potrebbe essere spiegato da processi di sublimazione ed erosione dello strato di ghiaccio eiettato dall'impatto.

Importante è notare che il cratere più interno presenta un bordo rialzato (fate click sulla foto per vederla alla massima risoluzione), caratteristica tipica dei crateri da impatto. Non si vede però alcun materiale eiettato, cosa possibilmente spiegabile da modificazioni periglaciali.

Guardate adesso la foto sottostante. Si tratta dell'immagine completa che mostra lo stesso cratere visto prima insieme ad una vasta regione circostante.


La mia attenzione è stata catturata da un altro piccolo cratere "in basso a destra", rispetto al cratere principale che presenta anch'esso un possibile doppio impatto.


A questo punto mi sono incuriosito ed ho cercato in tutta la foto altri eventuali crateri dello stesso tipo. Il risultato è qui sotto.



In verde sono evidenziati quelli più evidenti, in rosso gli altri. Potrebbe davvero trattarsi di una stratificazione del sottosuolo con differenti densità. Curioso, no?

Immagini, credit NASA/JPL/University of Arizona. L'ultima foto è stata elaborata dall'autore.

Fonte dati, HiRISE-JPL.

martedì 3 agosto 2010

Selezionati gli strumenti scientifici per la prima missione congiunta NASA-ESA di esplorazione di Marte

(Immagine, credit ESA)

NEWS SPAZIO :- Riprendiamo a parlare dell'esplorazione di Marte e della missione congiunta NASA-ESA, una collaborazione assolutamente importante formalizzata tra le due agenzie spaziali nei mesi scorsi. Ecco un precedente post sull'argomento:


Molto significative sono le parole di Ed Weiler, Amministratore Associato NASA dello Science Mission Directorate a Washington: "Indipendentemente NASA ed ESA hanno compiuto stupefacenti scoperte fino ad ora. Lavorando insieme ridurremo la duplicazione degli sforzi, espanderemo le nostre capacità e vedremo risultati che mai avremo potuto raggiungere da soli".

La notizia di questi giorni è che NASA ed ESA hanno finalizzato la decisione sugli strumenti scientifici che saranno a bordo della prima delle tre missioni la ExoMars Trace Gas Orbiter al momento programmata per il 2016.
Obiettivo primario della missione è studiare la composizione chimica dell'atmosfera marziana con una sensibilità 1000 volte superiore rispetto alle precedenti sonde orbitali inviate sul Pianeta Rosso.

Forse potremo saperne di più sulle origini del Metano di Marte, se dovuto a processi geochimici o biologici.

ExoMars Trace Gas Orbiter servirà anche come infrastruttura aggiuntiva di "ponte radio" verso la Terra per le successive missioni sulla superficie del pianeta che inizieranno nel 2018.

All'inizio del 2010 NASA ed ESA avevano richiesto alla comunità scientifica di proporre strumenti per la missione (vedi qui). Delle 19 proposte, sono stati selezionati 5 strumenti con il criterio di massimizzare gli obiettivi di missione e minimizzare i rischi. Eccoli.


MATMOS - Mars Atmosphere Trace Molecule Occultation Spectrometer
Uno spettrometro progettato per rilevare concentrazioni molto basse dei componenti molecolari dell'atmosfera Marziana (Paul Wennberg, California Institute of Technology, Pasadena, California). Paesi partecipanti: US, CA.


SOIR/NOMAD - High Resolution Solar Occultation and Nadir Spectrometer
Uno spettrometro progettato per percepire tracce dei componenti dell'atmosfera Masrziana e mappare dove questi sono nella superficie (Ann C. Vandaele, Belgian Institute for Space Aeronomy, Bruxelles, Belgio). Paesi partecipanti: BE, IT, ES, GB, US, CA.


EMCS - ExoMars Climate Sounder
Un radiometro ad infrarossi che giornalmente fornisce dati globali su polvere, vapori d'acqua ed altri materiali tale da fornire il contesto per le analisi dei dati degli spettrometri (John Schofield, NASA Jet Propulsion Laboratory, Pasadena, California). Paesi partecipanti: US, GB, FR.


HiSCI - High Resolution Color Stereo Imager
Una fotocamera che genera immagini stereo a quattro colori con risoluzione di 2 milioni di pixel su di un "corridoio" di 8,5 Km (Alfred McEwen, University of Arizona). Paesi partecipanti: US, CH, GB, IT, DE, FR.


MAGIE - Mars Atmospheric Global Imaging Experiment
Una fotocamera multi-spettrale wide-angle per riprendere immagini globali di Marte in supporto agli altri strumenti (Bruce Cantor, Malin Space Science Systems, San Diego, California). Paesi partecipanti: US, BE, FR, RU.

Un altro passo avanti verso l'esplorazione congiunta di Marte.

Fonte dati, NASA, ESA.

lunedì 2 agosto 2010

Lanciato il 5° satellite BEIDOU, il nuovo sistema di localizzazione satellitare Cinese

(Immagine, credit Xinhua)

NEWS SPAZIO :- La Cina ha lanciato il suo quinto satellite facente parte della flotta BEIDOU (Bussola).

Il razzo vettore Long March 3I con a bordo il satellite è decollato dallo Xichang space center alle 23:30 ora italiana di Sabato 31 Luglio 2010.

I satelliti Beidou costituiscono l'infrastruttura Cinese per fornire servizi di navigazione e posizionamento satellitare.

Analogo al GPS americano, al Glonass Russo ed al (futuro) Galileo Europeo - per adesso è attivo il segnale di EGNOS - il nuovo sistema Cinese avrà entro l'anno prossimo una flotta di 12 satelliti che garantiranno copertura relativamente alla Cina ed alle regioni limitrofe (). Il progetto totale prevede ben 35 satelliti in orbita entro il 2020 in grado di fornire copertura globale (tutto il pianeta).

Fonte dati, Xinhua e Ria Novosti.

Problema ad uno dei due sistemi di refrigerazione della Stazione Spaziale Internazionale


NEWS SPAZIO :- Problema ad uno dei due circuiti di refrigerazione della Stazione Spaziale Internazionale. Nella notte tra Sabato e Domenica scorsi è scattato un interruttore di sicurezza a cui è seguito un malfunzionamento della pompa di alimentazione dell'ammoniaca (Ammonia Pump Module) usata come refrigerante nel Cooling Loop A.

La Stazione è dotata di due circuiti di raffreddamento indipendenti tra loro. Il loro compito è assolutamente primario per la sopravvivenza dell'avamposto. Essi infatti rimuovono il calore generato nei vari moduli e sistemi elettronici della Stazione e lo dissipano all'esterno, nello spazio (pensate al radiatore della vostra auto, il concetto è esattamente lo stesso). L'ammoniaca circola all'interno del circuito di raffreddamento e passando all'interno di un grosso radiatore disperde il calore assorbito.


Per prima cosa la ISS è in una "configurazione stabile" e l'equipaggio non è mai stato in pericolo. Sono stati svegliati da vari allarmi ed hanno lavorato con il controllo missione a Terra.
Alcuni sistemi sono stati spenti, tra cui due dei quattro Control Moment Gyroscopes (CMG), un canale di comunicazione ed altri sottosistemi.

I sistemi di supporto vitale, computer e sistemi di comunicazione sono operativi e "climatizzati" dal Coolant Loop B (il secondo sistema di raffreddamento).

E' stato fatto un tentativo di ripartenza del Pump Module A nella notte di Domenica ma senza successo.
Uno dei due CMG messo off-line è stato riacceso. La temperatura nel Main Bus Switching Units, che inoltra l'alimentazione elettrica a vari sistemi, è leggermente più alta del normale ma stabile ed all'interno dei parametri di sicurezza.

I manager di missione hanno approvato un piano che prevede l'effettuazione di due attività extraveicolari per sostituire la Pompa non funzionante con una di scorta (componenti di ricambio per il sistema di raffreddamento, tra cui due Pump Module, sono montanti negli External Stowage Platforms).

E' probabile che la prima EVA avrà luogo Giovedì 5 Agosto 2010.

E' previsto per oggi alle ore 22:00 (ita) un briefing per discutere lo stato della Stazione e la pianificazione delle EVA. L'incontro sarà trasmesso da NASA Television.

Immagini, credit NASA.