(Credit NASA)
NEWS SPAZIO :- Ho letto nei media tradizionali notizie molto allarmanti, e titoloni catastrofici su una possibile evacuazione di emergenza della Stazione Spaziale Internazionale. Diffido sempre di titoloni così eclatanti, quindi è bene fare chiarezza.
Siamo di fronte ad una storia che dura ormai da quasi sette anni, ma che nelle ultime ore ha avuto un'escalation preoccupante.
Oggi, Venerdì 5 giugno, poche ore fa, cinque dei sette membri dell'equipaggio della Stazione Spaziale Internazionale hanno ricevuto l'ordine da Houston di entrare nella capsula SpaceX Crew Dragon agganciata alla stazione, pronti ad un'eventuale evacuazione di emergenza.
La prima cosa importante. l'emergenza è rientrata dopo circa due ore, e tutti gli astronauti sono tornati alle normali operazioni.
Partiamo dall'inizio e vediamo di capirci qualcosa.
Settembre 2019. Roscosmos rileva per la prima volta una perdita d'aria a bordo della ISS. La fonte viene localizzata in un piccolo tunnel pressurizzato di nome PrK facente parte del modulo di servizio russo Zvezda. Si tratta di un vestibolo di trasferimento che collega la porta di attracco di Zvezda al resto della stazione. Zvezda, come sappiamo, è uno dei moduli più importanti e critici della ISS.
Lungo circa 13 metri, il modulo di servizio ospita gli alloggi dell'equipaggio, i sistemi di supporto vitale, i sistemi di comunicazione, la distribuzione dell'energia elettrica, i sistemi di elaborazione dati, il controllo di volo ed i sistemi di propulsione. È stato lanciato nel luglio del 2000, è in orbita da circa 26 anni. Maggiori info su Zvezda le potete trovare qui
Le crepe individuate nel PrK sono microscopiche, non visibili ad occhio nudo e collocate in zone difficilmente accessibili, vicino a staffe e condutture, e questo rende molto complicato sia localizzarle con precisione che ripararle.
Nel corso degli anni i cosmonauti hanno tentato di tamponare tali perdite con nastro adesivo, sigillanti, colle e altre soluzioni temporanee. In alcuni casi sono state praticate forature per arrestare la propagazione delle crepe. In altri, nuove crepe sono apparse dopo che le precedenti erano state sigillate.
Nel 2024 il tasso di fuga d'aria era raddoppiato, superando circa 0,9 kg al giorno.
Poi, con l'inizio del 2026, la situazione è sembrata stabilizzarsi. Ma all'inizio dello scorso maggio la perdita è tornata, e da lì il tasso di fuga d'aria è rimasto attorno a circa 0,45 kg al giorno, un livello che di per sé non è pericoloso nell'immediato (per una stazione che ha riserve d'aria), ma che comunque è una problematica da gestire, indicativo di una tendenza che potrebbe diventare preoccupante.
NASA e Roscosmos lavorano insieme, ma capita che non siano completamente d'accordo sulle cause di tale perdita. Gli ingegneri russi puntano il dito sull'affaticamento del metallo, dovuto a microvibrazioni accumulate nel corso degli anni. La NASA ritiene invece che la causa sia dovuta a più fattori: cicli di pressurizzazione, stress meccanici, proprietà dei materiali ed esposizione ambientale che agiscono insieme.
Arriviamo ad oggi. Roscosmos aveva deciso di procedere con un intervento di riparazione più esteso nel tunnel PrK. I due cosmonauti russi a bordo, Sergey Kud-Sverchkov e Sergei Mikayev (arrivati alla stazione lo scorso novembre con la Soyuz MS-28), si sono preparati per l'operazione ed erano pronti ad iniziare le attività. Inoltre, si è osservato anche un aumento del tasso di fuga d'aria, passato da 0,45 kg a circa 0,90 kg al giorno.
Tutto ciò, come pubblicato su X dalla portavoce NASA Bethany Stevens, ha fatto sì che "... Per un'abbondanza di cautela, la NASA ha diretto tutti e quattro i membri dell'equipaggio SpaceX Crew-12 dell'agenzia e l'astronauta NASA Chris Williams ad assumere una postura di sicurezza elevata nella navicella Dragon mentre la riparazione era in corso". Questo è avvenuto alle 9:04 ora della costa est americana (le 15:04 in Italia). Una volta all'interno della Crew Dragon, gli astronauti hanno indossato le tute spaziali, pronti ad un distacco di emergenza dalla stazione nel caso la situazione fosse peggiorata.
Roscosmos ha comunicato di aver rilevato due perdite distinte, di cui una è stata rapidamente sigillata, mentre si preparavano ad intervenire sulla seconda. L'agenzia russa ha dichiarato che non vi era minaccia immediata né per l'equipaggio né per i sistemi della stazione. Dopo circa due ore di attività, Roscosmos ha deciso di sospendere i lavori di riparazione strutturale nel tunnel PrK per raccogliere ulteriori misurazioni e dati.
A quel punto la NASA ha revocato l'ordine di "safe haven" ed ha comunicato agli astronauti di tornare alle normali operazioni a bordo della stazione.
Bethany Stevens, sempre su X: "Roscosmos ha sospeso i lavori di riparazione strutturale di venerdì all'interno del tunnel di trasferimento del modulo di servizio Zvezda, noto come PrK, in attesa di ulteriori misurazioni e valutazioni dei dati. Data questa evoluzione, la NASA ha istruito i membri dell'equipaggio all'interno della navetta Dragon di terminare le procedure di safe haven e tornare alle operazioni pianificate a bordo della Stazione Spaziale Internazionale. Attendiamo con fiducia di lavorare con Roscosmos su un approccio congiunto per risolvere le perdite".
Attualmente la ISS è pianificata per continuare le sue attività fino al 2030 quando sarà fatta deorbitare. Ma questa problematica della perdita d'aria potrebbe portare anche a rivedere i piani tutt'ora in essere. La situazione è sotto stretto monitoraggio e potrebbe evolvere. Dipenderà dal lavoro congiunto dei partner internazionali per far fronte a questa emergenza.
Vale la pena di ricordare che la Stazione Spaziale Internazionale, e per chi conosce il blog sa quanto io sia legato ad essa, è il progetto di collaborazione internazionale più straordinario della storia dell'umanità
Ha ospitato esseri umani ininterrottamente per oltre 25 anni, un record che sembrava impossibile quando il primo equipaggio vi entrò nel novembre del 2000.
Ma il tempo passa per tutti, umani e moduli orbitali, e lassù la sicurezza degli equipaggi è da sempre la prima priorità.
La sfida ora è gestire questo "invecchiamento delle strutture" in sicurezza, avendo come obiettivo il massimizzare la vita operativa della ISS e garantire ove possibile che le nuove stazioni commerciali (Axiom, Vast ed altre) che dovranno prenderne il testimone siano pronte.
Continuiamo a monitorare la situazione con la massima attenzione.
Stay tuned!
Ecco alcuni riferimenti:

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