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mercoledì 27 novembre 2019

La costellazione SpaceX Starlink e le interferenze luminose ai telescopi a Terra

(Credit Cliff Johnson, Clarae Martinez-Vàzquez, Delve)

NEWS SPAZIO :- Lo spunto di discussione di oggi viene da una notizia che ho letto nei giorni scorsi in vari articoli, che pone una problematica importante.

Normalmente in ogni campo di attività umana, la regola generale è che se non vi è una legge contro qualcosa allora puoi fare quello che vuoi. E' un po' il terreno in cui si misurano gli innovatori, esplorare il nuovo, dove le regole non sono ancora arrivate per definizione.

In astronomia una delle risorse più importanti è l'oscurità del cielo, al fine di effettuare osservazioni di qualità con i telescopi sulla superficie Terrestre e fotocamere sempre più sensibili. Nemici di questa scienza, gli "inquinanti", sono le luci artificiali, la turbolenza dell'aria, le nuvole, che impattano sulle immagini registrate durante le campagne di osservazione.

Da qualche tempo però la presenza di satelliti artificiali in orbita intorno al nostro Pianeta può costituire un ulteriore elemento inquinante. Oggi molto più di ieri.



Nello specifico, ed arriviamo alla notizia di oggi, da una parte vi sono i telescopi a Terra e le loro osservazioni del cielo notturno, e dall'altra abbiamo SpaceX che con il progetto Starlink che ha come obiettivo offrire Internet satellitare a tutto il globo.
SpaceX ha già immesso in orbita i primi 122 satelliti di una costellazione che ne avrà ben 12.000. Andate qui


Inoltre, lo abbiamo visto nei giorni scorsi, l'azienda di Elon Musk ha fatto richiesta per aggiungerne altri 30.000.

Centoventidue satelliti su quarantaduemila è appena lo 0,29 % dell'intera costellazione Starlink. Eppure questi 122 oggetti artificiali hanno già avuto un impatto importante a livello globale sulle osservazioni astronomiche da Terra. Questi satelliti risultano essere più luminosi della maggior parte delle stelle visibili nel cielo. Inoltre si muovono velocemente attraversando la volta celeste.

La foto che vedete in cima al post, ripresa il 18 Novembre scorso, ne è un esempio. Diciannove satelliti Starlink uno dietro l'altro sono passati sopra l'osservatorio Inter-American Cerro Tololo in Cile, un passaggio durato più di 5 minuti.

Come possiamo vedere chiaramente, il loro passaggio ha impattato notevolmente l'osservazione registrata dallo strumento wide-field DECam, che riprende immagini di 3° quadrati alla risoluzione di 0.263 arcosecondo-per-pixel.

Il risultato è una forte degradazione di questo tipo di astronomia che come obiettivo ha il rilevamento di oggetti con luminosità molto debole, inclusi corpi celesti che potrebbero essere un pericolo per il nostro Pianeta.

Ad ogni modo, da un report del NRAO (National Radio Astronomy Observatory)


leggo che SpaceX sta lavorando direttamente sia con NRAO che con GBO (Green Bank Observatory) per analizzare e minimizzare ogni potenziale impatto della costellazione Starlink sulle osservazioni astronomiche a Terra.
Insomma, sembra essere chiara la volontà di arrivare ad una soluzione condivisa per consentire a ciascuno di fare bene il proprio mestiere.

Tra le possibili soluzioni al problema si potrebbero avere satelliti più piccoli, progettati in modo da essere meno riflettenti e quindi meno visibili, tener conto della loro traiettoria per definire le campagne di osservazione del cielo da Terra quando il loro impatto è minimo, fare in modo che il modo dei satelliti possa essere modificato per non impattare in particolari siti, sviluppare tecnologie software per sottrarre i pixel corrispondenti ai satelliti-inquinanti, ecc. ecc.

Si tratta comunque di una problematica importante, che coinvolge non solo SpaceX ma anche tutte le altre aziende che hanno proposto simili costellazioni di satelliti (OneWeb ed Amazon).
E se ci pensiamo bene, il tutto ricade nella più grande questione aperta degli oggetti in orbita Terrestre, che tra satelliti attivi, satelliti ormai in pensione, frammenti di "spazzatura" spaziale, richiedono un forte impegno da parte di tutti gli attori coinvolti e la definizione di chiare regole - leggi! - per governare l'innovazione.

Stay tuned!

1 commento:

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