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giovedì 14 ottobre 2021

NS-18, emozionante 2° volo suborbitale con equipaggio per New Shepard, capitano James T. Kirk "Mission Accomplished!", replay video by Blue Origin!

(Credit Blue Origin)

NEWS SPAZIO :- Spero abbiate visto la missione NS-18 del razzo New Shepard di Blue Origin ieri pomeriggio. Devo dire che mi ha emozionato vedere William Shatner, alias il capitano della USS Enterprise (NCC-1701) James T. Kirk, partecipare con i suoi 90 anni a questo volo suborbitale.
E' stato davvero speciale vedere la sua emozione ed ascoltare le sue parole davvero molto profonde.

I dettagli della missione li avete nei precedenti post, qui


In questo post rivediamo il volo di New Shepard NS-18.


Ho letto spesso critiche sul fatto che tutta questo è a solo vantaggio dei soliti ricconi ecc. ecc. Vorrei provare a spiegare come non sia vero!

Dobbiamo fare attenzione al fatto che praticamente ogni grossa novità, ogni nuovo servizio specialmente basato su di una nuova tecnologia, all'inizio della sua presenza sul mercato si propone con costi alti, accessibili solamente a pochi, almeno nelle fasi iniziali.

Come esempio eccellente, pensate all'aeronautica civile. Il primo volo transoceanico senza scali risale al 1927 e lo si deve a Charles A. Lindbergh. Oltre 33 ore di viaggio, da New York a Parigi.
Fu la "linea di demarcazione" che viene fatta coincidere la nascita dell’Aereonautica commerciale.
Passarono però diversi anni prima che questo volo aprisse veramente la strada ai voli di linea per il pubblico.

Il primo volo da un continente ad un altro aperto a tutti avvenne nel 1959 e partì da Londra per arrivare a New York. Ed i biglietti erano un lusso che solamente le persone più ricche potevano permettersi.

Nelle debite proporzioni, pensate alla telefonia mobile. Quanto costava un telefonino all'inizio di questa nuova rivoluzione tecnologica? Ancora, pensate all'informatica. Quanto costava all'inizio della sua uscita sul mercato il primo modello di personal computer? Ed i computer portatili?

Eppure, all'inizio solamente chi ha maggiori disponibilità economiche può godere di questi servizi. E non si tratta necessariamente di un male. Infatti solo così un business può decollare. E ciò ha sempre avuto come diretta conseguenza la maturazione della tecnologia ed un abbassamento del prezzo.
Passerà un po' di tempo, certo, ma i costi per andare nello spazio scenderanno per forza.

Torniamo a NS-18. L'equipaggio era composto da 4 persone. Oltre a William Shatner erano a bordo Chris Boshuizen (ex ingegnere NASA e cofondatore di Planet Labs), Glen de Vries (cofondatore di Medidata e vicepresidente di Life Sciences & Healthcare alla Dassault Systèmes), Audrey Powers (vicepresidente di Mission & Flight Operations di Blue Origin).

Shatner è ora la persona più anziana ad aver raggiunto lo spazio, superando il record della ottantaduenne Wally Funk che aveva volato nel primo volo con equipaggio di New Shepard, lo scorso luglio


Subito dopo essere uscito dalla capsula appena atterrata, lo vedete nella foto in cima al post, Shatner ha scambiato una lunga conversazione con Jeff Bezos, nella quale ha descritto con parole molto belle l'esperienza appena trascorsa. Ed anche con una buona dose di commozione: "Spero di non riprendermi mai da tutto ciò. Spero di mantenere quello che sento adesso. Tutti nel mondo lo dovrebbero fare".

Vediamo alcuni momenti ripresi all'interno della capsula di New Shepard


Ecco la registrazione della missione


Enjoy!

2 commenti:

  1. CIao Sergio, condivido con te l'entusiasmo nerd per il buon Kirk, ottima pubblicità, ma non è proprio lo stesso spirito che negli anni '70 ha spinto molta gente a studiare ed impegnarsi nell'esplorazione spaziale sull'onda lunga dei successi lunari: se il business che deve "spingere" in avanti il nostro destino di razza interplanetaria è il turismo (e voglio proprio vedere quanti secoli ci vorranno per renderlo accessibile anche solo al 20 o 30% della popolazione, non penso che il paragone con l'aviazione sia perfettamente calzante)stiamo freschi: sinceramente, sarei molto più "entusiasta" per un successo di Artemis con un po' + di ambizione, o per la cattura di asteroidi (come in origine previsto e poi cancellato)e lo sfruttamento: esistono modelli di sviluppo alternativi, non siamo condannati a quello che abbiamo sotto gli occhi ora e adesso. Insomma,Sergio, hai sicuramente ragione a dire che in qualche modo anche il turismo spaziale darà alla lunga il suo contributo per tecnologie etc., ma è una strada inutilmente lunga e tortuosa dal punto di vista dell'umanità, una strada che sta già ora impostando le basi della società futura, sempre più classista e miope verso obiettivi a lungo termine e condivisi.
    Scusa l'asciugata e grazie come sempre per il tuo contributo. F.G.T.

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    1. Una cosa non esclude l'altra. L'elemento di rottura con il passato è proprio il mondo dell'industria, da fornitore di sistemi a fornitore di servizi. Servizi verso l'astronautica governativa, quella "tradizionale", e quella commerciale. Siamo solo all'inizio di tutto questo, quindi non limiterei le possibilità di futuro.

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