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giovedì 21 maggio 2026

Starship, il 12° volo di test, la prima volta per la nuova generazione di veicoli spaziali Block 3, diretta video by SpaceX!


NEWS SPAZIO:- E' programmato per la prossima notte di venerdì il lancio di una nuova missione SpaceX particolarmente delicata ed importante, non solo per l'azienda di Elon Musk, ma critica anche per il programma Artemis di esplorazione lunare.
Si tratta del 12° test flight integrato di Starship, il nuovo sistema di lancio di SpaceX progettato per raggiungere destinazioni oltre l'orbita terrestre.

La finestra di lancio si aprirà alle ore 5:30 PM di giovedì 21 maggio CT, corrispondente qui in Italia alle 00:30 di venerdì 22 maggio. 

In questi anni il programma Starship ha avuto parecchie evoluzioni e quest'ultima missione non è da meno. Si tratterà infatti del primo lancio della nuova versione di Starship Block 3, fortemente riprogettata rispetto alla versione precedente, sia il booster Super Heavy che la navetta Starship.

Vediamo di conoscerla meglio questa versione 3. Ah, e ricordate che da questo post potrete assistere alla diretta del lancio. Il webcast inizierà circa 45 minuti prima.


Starship partirà dalla nuova rampa di lancio (OLP2, Orbital Launch Pad 2) del sito di Starbase a Boca Chica, nel sud del Texas. Il veicolo è composto dal Booster 19 (Super Heavy) e dalla Ship 39 (Starship upper stage).

Dal primo volo di test integrato del programma Starship che ebbe luogo nell'aprile del 2023 l'intero sistema ha raggiunto progressi sempre più significativi. Andate qui per rivedere i primi lanci


I voli precedenti
Per riallacciare il filo della memoria, facciamo un breve riassunto di tutti i test flight che abbiamo avuto, partendo dalla 1° generazione Block 1, giusto alcune pillole.

Flight 1 (20 aprile 2023) — Booster 7 / Ship 24. Il primo volo integrato iniziò con un lancio stupefacente, ma si concluse con la distruzione del veicolo a circa 4 minuti dopo il decollo per la mancata separazione degli stadi. Il Flight Termination System (FTS) venne attivato. Il lancio provocò danni significativi alla rampa.

Flight 2 (18 novembre 2023) — Booster 9 / Ship 25. La separazione degli stadi ebbe successo per la prima volta, ma il booster esplose poco dopo e la navetta subì un'anomalia a circa 8 minuti dopo il lancio, con anche qui l'attivazione dell'autodistruzione.

Flight 3 (14 marzo 2024) — Booster 10 / Ship 28. Progressi significativi, il veicolo raggiunse velocità prossime a quelle orbitali. La navetta effettuò la prima apertura del payload door nello spazio ed un test di trasferimento propellente, ma si disintegrò durante il rientro atmosferico. Il booster avrebbe dovuto effettuare un ammaraggio controllato ma a causa di guasti ai motori è stato distrutto poco prima.

Flight 4 (6 giugno 2024) — Booster 11 / Ship 29. Primo volo in cui entrambi gli stadi completarono con successo tutti gli obiettivi principali. La navetta sopravvisse al rientro atmosferico ed effettuò uno splashdown controllato nell'Oceano Indiano. Il booster concluse la sua missione con uno splashdown controllato nel Golfo del Messico.

Flight 5 (13 ottobre 2024) — Booster 12 / Ship 30. Volo storico: il Booster 12 divenne il primo booster ad essere catturato con successo dai bracci meccanici, detti chopstick, della torre di lancio. La navetta completò il rientro controllato e lo splashdown nell'Oceano Indiano.

Flight 6 (19 novembre 2024) — Booster 13 / Ship 31. Obiettivo della missione era di espandere le capacità della navetta e del booster per avvicinarsi al loro riutilizzo. Il booster, dopo una partenza assolutamente nominale, ha eseguito la manovra di boostback per tornare al sito di lancio. I controlli automatici hanno però annullato la cattura ed il veicolo ha eseguito una manovra di deviazione pre-pianificata per effettuare uno splashdown nel Golfo. Ship sopravvisse al rientro atmosferico, diventando il terzo veicolo Starship a farlo. Introduzione della versione 2 del sistema (Block 2) con modifiche rilevanti: flap anteriori riposizionati sul lato sottovento, serbatoi propellente ingranditi, sezione payload ridisegnata e ottimizzazioni strutturali.

Flight 7 (16 gennaio 2025) — Booster 14 / Ship 33. Il Booster fu catturato con successo dalla torre di lancio, replicando il risultato del Flight 5. Ship 33, primo esemplare Block 2, fu invece distrutto prima dello spegnimento dei motori (SECO): vibrazioni armoniche nella sezione propulsiva causarono perdite di propellente e un incendio nella zona motori, con conseguente esplosione. Detriti ricaddero sulla regione caraibica.

Flight 8 (6 marzo 2025) — Booster 15 / Ship 34. Il Booster 15 fu catturato con successo (seconda cattura consecutiva). Ship 34 subì lo spegnimento prematuro di 4 dei 6 motori raptor a circa 8 minuti dopo il lancio, spegnimento causato dal cedimento di un componente di un motore raptor (sea level). Il veicolo perse il controllo d'assetto e ne fu comandada l’autodistruzione per motivi di sicurezza sopra la Florida e le Bahamas.

Flight 9 (27 maggio 2025) — Booster 14-2 / Ship 35. Primo riutilizzo di un booster (B14, al suo secondo volo). Ship 35 completò la fase di salita e raggiunse la traiettoria prevista, ma subì la perdita di controllo dell'assetto durante la fase di coasting, a causa di una fuga di metano nel vano payload. Il booster è andato perso durante l'avvio della fase di atterraggio per una manovra sperimentale intenzionale volta a verificare i limiti strutturali del razzo.

Flight 10 (26 agosto 2025) — Booster 16 / Ship 37. Dopo la perdita di Ship 36 (esploso durante il caricamento propellente per uno static fire a giugno), SpaceX riprese i voli con successo. Tutti gli obiettivi principali furono raggiunti: primo deploy di payload da Starship (8 simulatori Starlink), seconda riaccensione nello spazio di un motore raptor, rientro controllato e splashdown preciso dello Ship nell'Oceano Indiano (atterraggio a 3 metri dal punto-bersaglio) nonostante il verificarsi di un evento esplosivo nel vano motori durante il rientro in atmosfera. Il booster effettuò splashdown controllato nel Golfo.

Flight 11 (13 ottobre 2025) — Booster 15-2 / Ship 38. Ultimo volo Block 2 e secondo riutilizzo di un booster (B15, precedentemente ha volato sul Flight 8). Gli obiettivi raggiunti: deploy di 8 simulatori Starlink, test dello scudo termico con alcune piastrelle volutamente assenti e test di configurazione motori alternativa sul booster (5 motori anziché 3 nella fase finale di discesa). Booster a splashdown nel Golfo. Durante la fase di rientro Ship ha effettuato la manovra di Dynamic Banking per simulare la traiettoria per il ritorno alla torre di lancio per la successiva cattura. Il test si è concluso con l'ammaraggio pianificato nell'Oceano Indiano.

Flight 12
Arriviamo così al prossimo Flight 12, che vede il debutto della nuova generazione del sistema Sharship Block 3, nuovo sia come Super Heavy booster che come Starship, ma anche per l'introduzione dei nuovi motori raptor 3. L'obiettivo principale della missione sarà quindi quello di verificare il funzionamento in ambiente di volo reale di ogni nuovo componente riprogettato. Ecco il profilo di missione


Per il Super Heavy, l'obiettivo principale sarà quello di eseguire con successo il lancio, l'ascesa, la separazione degli stadi, la manovra di rientro e l'ammaraggio controllato al largo nel Golfo del Messico. Non verrà tentato il rientro al sito di lancio e la cattura da parte della torre.

Per quanto riguarda la navetta Starship, questa seguirà una traiettoria suborbitale con splashdown nell'Oceano Indiano. Avrà vari obiettivi, tra cui il dispiegamento di un carico utile composto da 20 simulatori di satelliti Starlink e di due satelliti Starlink - appositamente modificati - che tenteranno di scansionare lo scudo termico di Starship e trasmettere le immagini a terra. È prevista anche la riaccensione di un singolo motore raptor.
Per il rientro, una singola piastrella dello scudo termico è stata intenzionalmente rimossa per misurare le differenze di carico aerodinamico sulle piastrelle adiacenti. Infine, la navetta eseguirà manovre sperimentali (già testate in precedenti voli) tra cui una manovra per sollecitare intenzionalmente i limiti strutturali degli alettoni posteriori del veicolo ed un'altra di inclinazione dinamica per simulare la traiettoria che seguiranno le future missioni di ritorno a Starbase.

Starship v3
Vediamo ora, rispetto alla precedente versione v2, le principali differenze della nuova generazione di Starship, che SpaceX ha definito un "clean-sheet redesign", cioè una riprogettazione partendo da zero! Anche se ovviamente non parte da un foglio bianco, ma già pieno di tutta l'esperienza accumulata in questi anni.

Tutto il veicolo v3 è alto 124,4 m (contro i circa 123,1 m del v2), a parità di diametro. La sua massa al decollo a pieno carico è nell'ordine delle 5.300 tonnellate. La capacità di carico utile dichiarata è superiore alle 100 tonnellate metriche in LEO in configurazione riutilizzabile (il v2 aveva dimostrato circa 35 tonnellate e non aveva mai raggiunto la velocità orbitale). In configurazione expendable la capacità è stimata essere tra 180 e 200 tonnellate.

La novità più rilevante è però l'introduzione dei nuovi motori raptor 3 che sostituiscono integralmente i precedenti raptor 2 su entrambi gli stadi. Caratteristiche fondamentali dei raptor 3 rispetto ai raptor 2: la quasi totalità dei collegamenti esterni è stata internalizzata nel corpo del motore, eliminando la necessità dello scudo termico individuale (shroud) e del sistema di soppressione incendio.


Il motore è quindi più leggero, produce più spinta ed ha un'efficienza superiore. Ogni raptor 3 eroga circa 280 tonnellate di forza di spinta a livello del mare (230 per il raptor 2), con una pressione di camera superiore a 280 bar. Con 33 raptor 3 nel booster, la forza di spinta totale al decollo supera le 9.200 tonnellate (contro circa 7.400 del v2).

La navetta Starship v3 passa da 6 a 9 motori: 3 raptor sea level (per il volo in atmosfera) e 6 raptor Vacuum (per le manovre nello spazio), il doppio rispetto al v2, per una migliore capacità e manovrabilità orbitale.

L'Heavy Booster passa da 71 a 72,3 metri di altezza. Le grid fin (alette di manovra in atmosfera) sono state ridotte da 4 a 3. Ciascuna è circa il 50% più grande ed è riposizionata più in basso nel booster per ridurre l'esposizione termica durante l'hot staging, la manovra di accensione della navetta Starship per separarsi dal booster quando è ancora attaccata ad esso e mentre il booster ha ancora i propulsori accesi. Un cambio architetturale significativo è l'hot staging integrato. L'anello inter-stadio protettivo monouso delle versioni precedenti è stato eliminato. Al suo posto vi è adesso un sistema a traliccio aperto (ispirato al design dell'N1 sovietico) che espone direttamente la cupola del booster ai gas di scarico dei motori della navetta Starship (il 2° stadio), con la protezione affidata alla pressione del serbatoio ed a schermi d'acciaio aggiuntivi.

Inoltre, è stato significativamente ingrandito il tubo di trasferimento propellente tra il serbatoio di metano ed i motori - SpaceX lo ha paragonato al diametro di un primo stadio Falcon 9 - consentendo in tal modo accensioni più rapide e simultanee di tutti i 33 motori del booster, sia al lancio sia durante la manovra di atterraggio.

Tra le altre novità principali della navetta Starship: maggiore capacità dei serbatoi del propellente, sistema RCS (Reaction Control System) integrato con il sistema di gestione termica dei propellenti criogenici, la presenza di quattro porte di docking per il trasferimento propellente orbitale, batterie ed avionica potenziate per missioni di lunga durata (il target iniziale era di circa 48 ore in orbita), sistema di ricircolo criogenico per il mantenimento termico dei propellenti in orbita.

Un'ultima considerazione su Starship. Ricorderete che SpaceX è una delle due aziende a cui la NASA ha appaltato la realizzazione del lander lunare per le missioni Artemis. Il primo allunaggio è previsto per il 2028 con Artemis IV, ma già l'anno prossimo la missione Artemis III dovrà testare il docking in orbita terrestre con uno o entrambi i lander, ne abbiamo parlato qui


Quindi... NO pressure!

Non ci resta adesso che aspettare la diretta video, andate qui


Stay tuned!

Immagini, credit SpaceX.
Fonte dati SpaceX, Space.com, Nasaspaceflight.com

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