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lunedì 27 aprile 2026

Artemis, le prossime missioni del programma di esplorazione lunare!

(Credit NASA/Ben Smegelsky)

NEWS SPAZIO :- Terminata l'entusiasmante missione Artemis II voglio restare sulla Luna e riannodare alcuni fili che avevamo lasciato nella precedente "stagione" di News Spazio.

Ripartendo proprio dal programma Artemis, nelle sue intenzioni un programma di esplorazione spaziale avente un respiro internazionale, sebbene a guida NASA. Più di 60 nazioni infatti hanno firmato gli Artemis Accords


e questo è un aspetto non da poco, se lo inquadrate nell'attuale contesto geopolitico. E proprio per la situazione in cui ci troviamo come nazione, continente, pianeta, è assolutamente importante  - forse proprio ora più che mai! - notare e dare voce a questi segnali di collaborazione internazionale (tutto questo sito di divulgazione scientifica si basa sull'assunto che la cooperazione tra nazioni è l'unica cosa che può farci evolvere pacificamente oltre i confini della nostra Terra). 


Tornando ad Artemis, nel passato abbiamo avuto Artemis I 


il 1° volo di test del programma. Missione senza equipaggio che ha percorso oltre 2,3 milioni di km su una traiettoria retrograde attorno alla Luna, con un flyby a circa 130 km dalla superficie del nostro satellite, per poi tornare a casa.

Artemis II l'abbiamo vista insieme


e per il prossimo futuro, come accennato in uno dei precedenti post, avremo Artemis III, che secondo la prima pianificazione avrebbe dovuto essere il primo sbarco di esseri umani sulla superficie Lunare dalla fine del programma Apollo.

Il 27 febbraio 2026, invece, in una conferenza stampa NASA al Kennedy Space Center, è stata annunciata un'importante riorganizzazione delle missioni, un aumento della loro cadenza delle missioni, la standardizzazione della configurazione di SLS e l'aggiunta di una nuova missione.

La standardizzazione di SLS consiste nell'adottare per le missioni successive del programma Artemis la stessa configurazione con cui si è già volato, sia per il razzo vettore SLS che per la capsula Orion, senza introdurre troppe variazioni che potrebbero portare a rischi eccessivi.

Prima dello sbarco di esseri umani sulla Luna è stata aggiunta una nuova missione di test, appunto Artemis III, la variazione  più corposa rispetto al programma originale, pianificata al momento per il 2027. La nuova Artemis III non atterrerà sulla Luna, ma condurrà test di rendezvous e docking in orbita terrestre, con uno od entrambi i lander lunari sviluppati commercialmente — Starship HLS di SpaceX e Blue Moon di Blue Origin. Qui ne avete le notizie dell'epoca


Naturalmente qui il vincolo - non da poco - è che almeno uno dei lander lunari commerciali sia pronto per la missione. Ma d iquesto ne parleremo in un altro post.

Artemis III testerà inoltre la nuova tuta spaziale Axiom Extravehicular Mobility Unit (AxEMU). Ne avete il prototipo qui


E se ci pensate bene, la cosa ha una sua logica: effettuare il primo docking in orbita terrestre bassa, anziché in orbita lunare, è una decisione di riduzione del rischio. In caso di anomalie si può tornare rapidamente a Terra, mentre in orbita lunare questa opzione non è disponibile. Un po' come accadde anche nel programma Apollo, in particolare con Apollo 9 del marzo 1969, missione in LEO che testò il modulo lunare prima dell'allunaggio di Apollo 11.

Nella nuova pianificazione, nel 2028 è programmata la missione Artemis IV, che sarà il vero e proprio ritorno alla Luna di esseri umani (dopo gli astronauti di Apollo). Nella prima formulazione del programma Artemis, l'obiettivo, ricorderete, era stato pianificato per il 2024, e poi spostato nel 2025. Adesso si punta all'allunaggio nella prima metà del 2028.

Dopo il lancio, l'equipaggio si traferirà da Orion al lander commerciale selezionato per la discesa alla superficie. A fine missione, una volta decollati dalla Luna, gli astronauti rientreranno su Orion in orbita lunare prima del ritorno a Terra con ammaraggio nel Pacifico. La missione atterrerà nella regione del polo sud, dove si ritiene esista una quantità significativa di acqua sotto forma di ghiaccio, potenzialmente utilizzabile per supportare l'esplorazione futura. Gli astronauti trascorreranno circa una settimana sul suolo lunare, svolgeranno osservazioni e raccoglieranno campioni della superficie. Ovviamente maggiori dettagli li vedremo più avanti.

Gettando lo sguardo ancora avanti nel futuro avremo Artemis V, programmata per la fine del 2028, la quale avvierà i lavori per la costruzione di una base lunare permanente. L'ambizioso programma NASA prevede poi missioni a cadenza annuale per il completamento della base lunare per il 2032. Ma questo si scontra con possibili problemi di budget NASA che dipendono dalla politica USA. Di questo e del Lunar Gateway ne parleremo in uno dei prossimi post.

Stay Tuned!

Fonte dati, NASA.

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