(Credit Blue Origin)
NEWS SPAZIO :- Nelle ultime settimane si è parlato molto di Blue Origin per l'esplosione del lanciatore New Glenn 4 sulla rampa di lancio. Ne abbiamo parlato qui
Abbiamo anche parlato dei nuovi piani NASA per la la realizzazione di una base permanente sulla Luna
ed abbiamo visto il nuovo equipaggio di Artemis III che è programmata per raggiungere l'orbita terrestre appena l'anno prossimo, dove testerà l'aggancio con i due lander lunari Starship HLS di SpaceX e Blue Moon di Blue Origin
Merita ora dare luce in questo post al lander Blue Moon e dei punti interrogativi che l'esplosione di NG4 ha fatto sorgere.
Blue Moon è in corso di realizzazione in due versioni. Il Blue Moon Mark 1, battezzato "Endurance", è il lander cargo senza equipaggio. È alto 8,05 m per un diametro di 3,08 m. La sua massa a pieno carico è di circa 21.350 kg.
Il lander ha come propulsore un singolo motore BE-7 realizzato sempre da Blue Origin e genera una spinta fino a 44.000 Newton.
Il lander può trasportare fino a 3.000 kg di carico utile in qualsiasi punto della superficie lunare.
Il Blue Moon Mark 2 è invece la versione progettata per l'allunaggio di esseri umani, significativamente più grande rispetto al precedente. E' infatti alto 15,3 m ed è alimentato da tre motori BE-7 ed è in grado di portare fino a 30.000 kg sulla superficie lunare in modalità expendable (no riuso), oppure 20.000 kg per le missioni in cui il lander viene riutilizzato. Può trasportare fino a quattro astronauti (inizialmente le missioni avranno equipaggi di sole due persone).
BM Mark 1 e BM Mark2 hanno molto in comune, i computer di volo, l'avionica, il sistema di controllo di assetto ed il sistema di alimentazione. E questo è un punto importante, sì perché ogni risultato ottenuto con il Mark 1 riduce direttamente il rischio tecnico anche per il Mark 2.
Il propellente scelto per i lander Blue Moon, l'idrogeno liquido, è una scelta tecnica significativa. È il combustibile con le più alte prestazioni specifiche per la propulsione spaziale (impulso specifico di circa 460 secondi nel vuoto per il BE-7), ma è anche uno dei più difficili da gestire. L'idrogeno liquido evapora facilmente e richiede temperature criogeniche estremamente basse.
Blue Origin sta sviluppando criocooler alimentati ad energia solare che mantengono il propellente stabile a circa 20 Kelvin, appena 20 gradi sopra lo zero assoluto. Se questa tecnologia funzionerà come previsto, permetterà missioni lunari di lunga durata senza la perdita di propellente per evaporazione, un problema che ha sempre limitato l'uso dell'idrogeno nelle missioni spaziali prolungate.
Un altro sviluppo rilevante, Blue Origin sta conducendo ricerche sulla produzione di celle solari a partire dalla regolite lunare (la polvere che ricopre la superficie della Luna), in modo che futuri insediamenti lunari possano generare energia utilizzando risorse locali.
Il Mark 1 "Endurance" è il più vicino al volo. Il 4 maggio 2026, la NASA aveva comunicato ufficialmente che il lander aveva ultimato con successo i test ambientali all'interno della Camera Termovuoto A (Thermal Vacuum Chamber A) del Johnson Space Center di Houston, una delle più grandi al mondo. Questa camera, che fu costruita nel 1963 per il programma Apollo, ricrea il vuoto e gli sbalzi termici estremi che il veicolo sperimenterà nello spazio e sulla superficie lunare. Il lander era arrivato al Johnson Space Center a gennaio 2026 via chiatta dal Port Canaveral, era entrato nella Camera A a febbraio, effettuando una campagna di test durata diverse settimane. I test hanno verificato le prestazioni dei sistemi e l'integrità strutturale e termica prima del lancio. Dopo il completamento dei test, Endurance è tornato in Florida per i preparativi finali pre-volo.
Il 26 maggio, come abbiamo raccontato nel precedente articolo su Moon Base, la NASA ha annunciato che Endurance sarà il lander della missione Moon Base I, con atterraggio previsto sulla Shackleton Connecting Ridge al polo sud lunare, portando a bordo gli strumenti SCALPSS e Laser Retroreflective Array. Lancio previsto non prima dell'autunno 2026.
Ma come sappiamo, due giorni dopo l'annuncio di Moon Base, il New Glenn è esploso sulla rampa di lancio.
Il punto è che New Glenn è l'unico vettore in grado di lanciare i lander Blue Moon, che sono stati progettati proprio per tale lanciatore. La carenatura del New Glenn ha un diametro di 7 metri. I lander sono stati dimensionati per stare al suo interno.
Le dichiarazioni pubbliche successive all'esplosione mostrano un quadro complesso ma non privo di elementi di ottimismo.
La sera stessa dell'esplosione Jeff Bezos aveva scritto su X: "Tutto il personale è al sicuro. E' troppo presto per conoscere le cause ma siamo già al lavoro per scoprirlo. E' una giornata molto dura ma ricostruiremo qualunque cosa sia necessario ricostruire e torneremo a volare. Ne vale la pena".
Sul sito di Blue Origin non vi sono altri aggiornamenti se non quelli del 1° giugno, dove il CEO di Blue Origin Dave Limp ha dichiarato che con l'ispezione alla piattaforma di lancio ed all'impianto di integrazione "è possibile condividere qualche buona notizia. I serbatoi di propellente, ossigeno, idrogeno liquido e GNL sono tutti in buone condizioni. Questa è una fortuna, perché si tratta di componenti con tempi di consegna molto lunghi. Anche la torre dell'acqua è in buone condizioni. La grande torre di supporto è danneggiata, ma può essere riparata in loco anziché demolita e sostituita. Anche il booster 'Never Tell Me The Odds' e i tre GS-2 che si trovavano nell'impianto di integrazione sembrano in buone condizioni. Ho letto alcune ipotesi secondo cui potremmo passare direttamente alla configurazione 9x4, ma non lo faremo. La produzione a regime della configurazione 7x2 sta procedendo bene e continueremo a mantenerla al ritmo previsto, immagazzinando gli stadi per un eventuale utilizzo futuro. Inoltre, stavamo già lavorando da tempo per eliminare il nostro trasportatore-erector a favore di un conoop verticale alternativo, e ora passeremo direttamente a quest'ultimo; quindi non abbiamo bisogno di un nuovo trasportatore-erector. Voleremo di nuovo prima della fine di quest'anno. Gradatim Ferociter."
L'Amministratore NASA Jared Isaacman, in alcune dichiarazioni, ha comunicato il forte impegno e sforzi dell'ente spaziale americano sul programma Artemis, per la missione Artemis III a fine 2027 ed allunaggi onel 2028. I progressi sui due lander lunari sono un obiettivo ed un impegno importante, e paer aunt origuarda Blue Moon il tentativo è verificare se possa essere lanciato in orbita per il docking previsto in Artemis III con qualche altro lanciatore pesante.
Le opzioni alternative per lanciare il lander Blue Moon sono però limitate per via delle dimensioni e della massa. In termini di capacità di lancio pesante gli unici due fornitori sono SpaceX e Blue Origin. La riflessione che sta facendo la NASA attualmente, visto che New Glenn è a terra, potrebbe essere quella di valutare il Falcon Heavy come possibile alternativa al lancio orbitale di Blue Moon.
Il prunto però è che c'è un problema tecnico significativo. La carenatura del Falcon Heavy ha un diametro di 5,2 metri, contro i 7 del New Glenn. I lander Blue Moon non ci entrano. SpaceX ha sviluppato versioni più lunghe della carenatura ma non ne ha annunciate di più larghe. Inoltre le rampe SpaceX non sono attrezzate per gestire un lander alimentato a idrogeno. Del resto non ci sono notizie di possibili discussioni tra del due aziende commerciali in merito. Vediamo lo sviluppo degli eventi.
Stay tuned.
Fonte dati, NASA, Blue Origin.

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